NON E’ L’AEREO SCOMPARSO con i NOSTRI 8 CONNAZIONALI quello identificato come tale qualche mese fa dalle autorità Venezuelane. Si pensa sia un’imbarcazione affondata molti anni fa. Resta fittissimo il mistero.
Sconforto e delusione tra le famiglie e amici che speravano di poter riportare a casa i loro cari e scoprire finalmente la verità. Sconforto dovuto a come sono state portate avanti le ricerche e al tempo passato e perduto. Questa notizia però riaccende le speranze di ritrovarli vivi. Ma davvero un aereo può sparire così? Com’è possibile?
Sotto l’articolo in meritoa quest’ultima vicenda.
Vi ricordo i siti nei quali ci sono le modalità per aiutare parenti e amici a continuare le ricerche.
Guestbook
Sito Stefano e Fabiola
Sito Famiglia Durante
| Venezuela: resta il mistero sull’aereo scomparso con 8 italiani a bordo |
| mercoledì 09 luglio 2008 | |
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Dove sono finiti i passeggeri del volo Let-410 della Transven sparito nei cieli del Venezuela lo scorso 4 gennaio? A distanza di molti mesi e lunghe ricerche, non è ancora possibile saperlo. Finchè non si trovano tracce dell’aereo, ogni ipotesi resta aperta e anzi non si riesce quasi a formulare un’ipotesi verosimile. Lo scorso 19 aprile era stato rinvenuto il relitto di un velivolo che si pensava potesse essere proprio il Let-410, ma le analisi delle immagini catturate sott’acqua a 400 metri di profondità hanno portato ad escludere che le lamiere individuate siano quelle del velivolo della Transaven.
La notizia, diffusa ieri dalle aurtorità locali, è stata poi confermata nella mattinata di oggi dal nostro Ministero degli Esteri. Il velivolo bimotore decollato da Caracas e diretto a Los Roques, con a bordo 12 passeggeri e due membri dell’equipaggio, aveva perso contatto con i radar venticinque minuti dopo il decollo. Uno dei piloti aveva lanciato via radio un appello chiedendo aiuto: c’erano problemi ad entrambi i motori. Erano scattati subito i soccorsi ma non c’era stato modo di recuperare l’aereo, nè di trovarne traccia certa: troppe le difficoltà legate, da un lato, alle condizioni metereologiche pessime, con mare mosso e pioggia battente, e dall’altro alla profondità del tratto di mare dove l’aereo poteva essere precipitato, una zona angusta con una fossa profonda ed impenetrabile.
Tra i passeggeri del piccolo aereo erano otto gli italiani: Paolo Durante, la moglie Bruna Guerrieri e le loro figlie Sofia ed Emma di sei e otto anni, Annalisa Montanari, Rita Calanni Rindina e i neosposi Stefano Frangione e Fabiola Napoli. In questi mesi sono stati proprio i parenti delle persone scomparse a tenere desta l’attenzione sulle ricerche dei loro cari. Prima un blog dedicato a Stefano e Fabiola (http://www.stefanoefabiola.org), poi quello dedicato alla famiglia Durante (http://www.famigliadurante.org) e quello degli amici di Annalisa e Rita (www.vogliamo-sapere.org). I loro sforzi si sono spinti oltre l’uso dei siti internet, cercando anche di raccogliere fondi per pagarsi gli avvocati e per muoversi in indagini parallele a quelle ufficiali, di cui i tre siti lamentano lacune e carenze.
…… continua qui
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Avevo da poco incontrato i famigliari dei Durante e già avevano espresso le loro perplessità sul fatto che quel veivolo potesse essere il loro…