Venezuela: la Farnesina avvalora l’ipotesi dell’incidente

Dopo quasi una settimana ecco i risultati dei dati raccolti dalla Delegazione della Farnesina in Venezuela.
Già la Belloni, durante la trasmissione “Alle Falde del Kilimangiaro” aveva fatto capire che tutto portava a credere nell’incidente aereo. Ieri ciò viene confermato ai familiari in una riunione alla Farnesina ma attendiamo la conferenza stampa promessa per maggiori dettagli. I familiari hanno ricevuto il divieto di divilgare informazioni …
Certo è che ci sono troppi dubbi, troppe cose non dette, troppe cose che spariscono e troppe incongruenze!

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Le Tv stanno dando più risalto alla notizia e speriamo non si fermino

Inizia Giovedì, su Ski, Maurizio Costanzo dando spazio alla vicenda ed invitando in trasmissione la sorella di Fabiola.
Vedi Video 07/02/2008   Vedi  (scendere in fondo alla pagina).

Peccato non ci siano i commenti (moltissimi) che sono stati scritti e letti in diretta durante la trasmissione.

Poi numerosi tg ne parlano ma senza dare notizie nuove purtroppo.

In ultimo la trasmissione Alle Falde del Kilimangiaro ospita il papà di Bruna, la mamma di Stefano e la sorella di Fabiola. Ospitano anche un esperto che si definisce molto informato dei fatti … in realtà poi non sa neppure quali erano le condizioni climatiche al momento del SOS e non è a conoscenza di numerosi altri dettagli. Altri ospiti invitati non si presentano. La Belloni interviene dicendo che informerà solo i familiari ma fa capire chiaramente che tutto avvalori l’ipotesi dell’incidente aereo. Un testimonianza in diretta conferma i sospetti sulle ricerche effettuate con mezzi inadeguati e sostanzialmente molto carenti.

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ULTIMI AGGIORNAMENTI 

Gli elementi raccolti confermano l’ipotesi dell’incidente …
da Adnkronos 

Roma, 13 feb. (Adnkronos) – ”Tutti gli elementi obiettivi e fattuali” raccolti da una missione tecnica dell’unità di crisi della Farnesina in Venezuela ”inducono a confermare l’ipotesi dell’incidente aereo” per spiegare la scomparsa del velivolo con a bordo cittadini italiani nella zona di Los Roques lo scorso 4 gennaio. Va in questa direzione il risultato dell’autopsia sul corpo del copilota dell’aereo. Tuttavia, la Procura venezuelana non ha escluso altre ipotesi aprendo un fascicolo, a carico di ignoti, ”per sequestro”. Ma la Farnesina sottolinea come ”non sono comunque emersi elementi a supporto di tale tesi”.

Le autorità venezuelane hanno assicurato all’Italia la loro intenzione di continuare le ricerche dell’aereo scomparso nell’area del presunto impatto, ”dotandosi dei mezzi per la prosecuzione dell’attività a profondità più elevate, fino a oltre i 1000 metri”. Anche di questo sono stati informati oggi al ministero degli Esteri i familiari dei cittadini coinvolti, a cui i tecnici ”hanno confermato l’estrema difficoltà delle operazioni in corso, riconducibili in particolare all’impossibilità di delimitare il punto preciso dell’impatto e alla morfologia del fondale”. E ”non si esclude pertanto che i tempi delle ricerche possano protrarsi a lungo”, si legge nel comunicato della Farnesina.

Sempre secondo quanto rende noto il ministero degli Esteri, si è riconosciuta la massima collaborazione e la costante assistenza assicurata da parte delle Autorità venezuelane alla delegazione italiana, che ha potuto incontrare, oltre a numerosi operatori e responsabili tecnici, il Capo della Protezione Civile venezuelana, Gen. Antonio Rivero, e il Procuratore incaricato dell’inchiesta, José Gregorio Morales.

In particolare, gli accertamenti effettuati in Venezuela hanno consentito di precisare che non vi sono tracciati radar che permettano di determinare in maniera certa l’ultima posizione dell’aereo prima del tentato ammaraggio. Il sistema radar dell’aeroporto di Maiquetia (Caracas) era in grado di seguire la traccia dell’aereo solo entro le 35 miglia nautiche.

Non esiste, infine, una registrazione vocale delle comunicazioni radio intercorse con la torre di Gran Roque, ma solo un rapporto scritto delle conversazioni fra velivoli e controllori di volo. Le Autorità venezuelane non hanno pertanto potuto localizzare in modo certo il punto di presunto impatto dell’aereo in mare ma hanno delimitato l’area delle ricerche (circa 200 kmq), sulla base delle coordinate fornite dall’equipaggio nell’ultima comunicazione via radio, al momento dell’emergenza (16 miglia nautiche da Los Roques), nonché da una simulazione della traiettoria presumibilmente seguita dall’aereo e della distanza percorsa in base a velocità e altitudine (3.000 piedi).

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I Familiari dei dispersi ricevuti alla Farnesina per i risultati delle ricerche in Venezuela
da Alice News ApCom

Roma, 13 feb. (Apcom) – In particolare, prosegue il comunicato della Farnesina, gli accertamenti effettuati in Venezuela hanno consentito di precisare i punti che seguono.

CIRCOSTANZE TECNICHE

- Non vi sono tracciati radar che permettano di determinare in maniera certa l’ultima posizione dell’aereo prima del tentato ammaraggio. Il sistema radar dell’aeroporto di Maiquetia (aeroporto di Caracas) era in grado di seguire la traccia dell’aereo solo entro le 35 miglia nautiche. Il 4 gennaio, non essendo stata completata la riconversione del vecchio apparato verso un nuovo sistema, non è stata effettuata alcuna registrazione del tracciato. Inoltre la torre di controllo dell’aeroporto di Gran Roque non dispone di sistema radar, né di altri meccanismi in grado di registrare elettronicamente la posizione e la distanza dei velivoli in avvicinamento. Non esiste, infine, una registrazione vocale delle comunicazioni radio intercorse con la torre di Gran Roque, ma solo un rapporto scritto delle conversazioni fra velivoli e controllori di volo.

- Le autorità venezuelane non hanno pertanto potuto localizzare sulla base di elementi certi il punto di presunto impatto dell’aereo in mare. Esse hanno delimitato l’area delle ricerche (circa 200 kmq) sulla base delle coordinate fornite dall’equipaggio nell’ultima comunicazione via radio, al momento dell’emergenza (16 miglia nautiche da Los Roques), nonché da una simulazione della traiettoria presumibilmente seguita dall’aereo e della distanza percorsa in base alla velocità ed all’altitudine (3.000 piedi) cui si trovava, sempre secondo quanto dichiarato, a voce, dall’equipaggio, nell’ultima comunicazione radio.

RICERCHE

- La Protezione Civile venezuelana ha avviato le attività di soccorso e le ricerche immediatamente dopo la ricezione dell’allarme da parte del pilota. Sono stati utilizzati i mezzi marittimi ed aerei a disposizione sia nell’arcipelago di Los Roques che della Guardia Costiera e della Marina militare venezuelana.

- Terminate le ricerche di superficie il 15 gennaio (estese alla zona limitrofa alla penisola del Paraguanà dopo il ritrovamento del corpo del copilota), le Autorità venezuelane hanno continuato le ricerche di profondità. Oltre a cercare di localizzare il segnale emesso dalla scatola nera, è stata portata a termine l’opera di scandaglio dell’area fino ad una profondità di 200 metri.

- Le autorità venezuelane hanno assicurato alla delegazione italiana che è loro intenzione continuare le ricerche nell’area del presunto impatto, dotandosi dei mezzi per la prosecuzione dell’attività a profondità più elevate, fino a oltre i 1000 metri.

- I tecnici italiani hanno confermato l’estrema difficoltà delle operazioni in corso, riconducibili in particolare all’impossibilità di delimitare il punto preciso dell’impatto e alla morfologia del fondale. Non si esclude pertanto che i tempi delle ricerche possano protrarsi a lungo.

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