10 ANNI FA INCIDENTE FOTOCOPIA
(quasi 11 a dire il vero)
Nessuno ha voluto crederci e i parenti sono stati costretti a rassegnarsi. Ora dicono ” Non Mollate, Non abbandonate le ricerche, Non perdete le speranze”.
Ecco quanto scrive CHI LA VISTO ben 10 anni fa ? Analogie? Tante, troppe, tutte!!!!
del 22/04/1997
Alle 9:50 del 2 marzo, Mario e Teresa si imbarcano sul Cessna 402 siglato YV784. Lo pilota Efrain Rodriguez, proprietario della compagnia “Chapi Air”. A bordo c’è anche l’avvocato Antonio Anez, rappresentante di Amnesty International, insieme con la sua compagna Graciela Lugo e l’amico australiano Robert Wood Bradley. In volo l’aereo ne segue altri due della stessa compagnia che effettuano il medesimo tragitto. Ma a cinque chilometri da Roques, i piloti dei primi Cessna si rendono conto che il terzo non è più in coda e non risponde alle chiamate radio.
Il tenente colonnello Mijares, capo della Divisione ricerca e salvataggio dell’Aeronautica militare del Venezuela, ricostruisce le fasi della ricerca.
Rodriguez mantiene il contatto radio fino alle 10:18 e non segnala guasti meccanici né avverse condizioni meteorologiche. Nell’ultima comunicazione indica la sua posizione: 50 miglia nautiche a nord di Maiquetia, radiale 0.20, altitudine 5.000 piedi. Sono già le 11:50 quando viene allertato il Centro di coordinamento ricerche, che entra in azione solo alle ore 15. La Divisione ricerca e salvataggio assume il comando delle operazioni che, sempre secondo il racconto di Mijares, proseguono fino alle 22:40 e coinvolgono l’Aeronautica militare, i Vigili del fuoco e il Gruppo di recupero del Venezuela. La mattina seguente il colonnello dell’ Aeronautica Pablo Perez comunica, dapprima, l’avvistamento di due corpi a 40 miglia a nord di Maiquetia; poi il recupero di un solo corpo, quello dell’australiano.
Ha la testa fracassata e presenta diverse fratture agli arti, ma nei suoi polmoni non c’è acqua: segno che Bradley è morto prima di cadere in mare. Nessuna traccia del Cessna, tanto che qualcuno inizia a temere il sequestro del velivolo: pare che il Cessna volasse sulla rotta dei narcotrafficanti che commerciano con il Centro America, e che quel tipo di apparecchio fosse già stato sequestrato altre volte in passato. Del resto, a bordo dell’aereo, che ha nove posti, avrebbero potuto esserci altri tre passeggeri, ma all’imbarco non è stata fatta alcuna registrazione e non è quindi possibile accertarlo. E se l’aereo fosse precipitato o esploso in volo, se ne sarebbero trovati frammenti o, perlomeno, macchie di carburante in mare.
Le informazioni che le autorità comunicano di volta in volta alle famiglie dei dispersi sono contraddittorie. Lo testimoniano gli articoli apparsi sulla stampa locale: El Universal di Caracas il 4 marzo titola “Rescatado cadàver de australiano pasajero de avioneta siniestrada – El accidente habrìa ocurrido muy cerca del archipiélago Los Roques” (Recuperato il cadavere del passeggero australiano del piccolo aereo incidentato – L’incidente sarebbe avvenuto molto vicino all’arcipelago Los Roques); e il giorno successivo, “En el suroeste de Los Roques localizaron restos de la avioneta” (Hanno localizzato a sud-est di Los Roques i resti del piccolo velivolo).
Ma il titolo del 14 marzo è molto diverso: “Avioneta desaparecida pudo ser secuestrada – Autoridades comienzan a descartar tesis del accidente” (L’aereo scomparso potrebbe essere stato sequestrato – Le autorità cominciano a scartare la tesi dell’incidente). Del resto nella zona sono frequenti i sequestri e gli incidenti in cui sono coinvolti velivoli come quello scomparso: per rendersene conto basta effettuare una ricerca con chiave “Cessna” nell’ archivio dello stesso giornale venezuelano.
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